Decreto Ristori e Ristori bis: accolte le richieste del Consiglio Nazionale

0

Accolte le richieste del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di ampliare la platea dei destinatari beneficiari degli ammortizzatori sociali connessi all’emergenza sanitaria, così come di prorogare la scadenza dei termini per accedere alla cassa integrazione Covid-19. Entrambe le novità sono contenute nel decreto “Ristori bis”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 novembre 2020 e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. In particolare, il decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia prevede il riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto-legge Ristori, ossia il 29 ottobre 2020. Si estende così anche agli assunti dopo il 13 luglio 2020 la possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali con causale Covid-19.

La seconda novità, oggetto di richieste da parte del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro riguarda invece la proroga al 15 novembre dei termini decadenziali, in scadenza entro il 31 ottobre, degli adempimenti per ammortizzatori sociali (presentazione istanze di accesso ai trattamenti e di modelli SR41) previsti dalla normativa emergenziale.

Un punto importante che dovrà essere ben definito dal Ministero del lavoro è la modalità di fruizione delle ulteriori 6 settimane di cassa integrazione che, nella prima formulazione, non dispone in modo chiaro il coordinamento con le 9+9 settimane del decreto Agosto. Ponendo come termine della richiesta il 15 novembre le nuove settimane andrebbero a sovrapporsi alle precedenti con evidente danno per le imprese virtuose che non hanno, ad ora, usufruito interamente delle precedenti e che potrebbero farlo entro il 31.12.2020.

Per quanto riguarda, invece, il Decreto ristori, stiamo aspettando di ricevere i primi bonifici sul c/c dei destinatari. Visto l’automatismo previsto sulla base dei bonus del Cura Italia sarà nostra cura verificare la congruità degli aiuti ed, eventualmente, integrare coloro che non avevano i requisiti nella prima fase. Certamente non aiuta la nuova modulazione prevista dal “Ristori bis” che, oltre ad ampliare la platea dei destinatari soggetti alle nuove restrizioni, dispone gli aiuti a seconda del codice ATECO e alla “colorazione” delle varie aree intensificando le misure per le zone rosso-arancioni.

Ad oggi sono 32mila i beneficiari con sede nel territorio della Lombardia, più di 20mila nel Lazio, 17mila circa in quattro regioni: Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna. Circa 13mila in Sicilia e Puglia, oltre 5mila in Calabria e Marche. Le prime tre regioni beneficiarie degli aiuti (Lombarda, Lazio, Veneto) hanno catalizzato più di un terzo dei contributi erogati.
Sul totale dei soggetti interessati, ben 32.345 svolgono la loro attività in Lombardia; seguono il Lazio, con 20.571 operatori economici, il Veneto (17.947), l’Emilia-Romagna (17.154) e la Campania (17.055). Fra le altre regioni spiccano la Toscana, con 16.637 beneficiari, il Piemonte (14.294), la Puglia (13.064) e la Sicilia (12.908).

Un altro complicato rebus da risolvere per i Consulenti del lavoro che, come al solito, sono stati esclusi dagli aiuti insieme alle altre categorie professionali.

 

Comments are closed.