COVID E RILANCINO: DOPO TRENT’ANNI RICORDI DI NOTTI MAGICHE E TRAGEDIE ITALIANE

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Caro Presidente,
per noi italiani il 3 luglio è una data sfortunata. Proprio trent’anni fa si è consumata la tragedia calcistica del San Paolo dove quel fenomeno di Maradona ci condannò ad uscire dai Mondiali casalinghi. E allora Lei fa bene a parlare di Rilancio, ma vorrei sperare che, come in quelle Notti Magiche, non passassimo dall’euforia di una ribalta tanto attesa alla disperazione più totale.
Senza mezzi termini, qui le cose non vanno. Senza nulla togliere a grandi teorici ed accademici di economia e diritto del lavoro, noi piccoli professionisti, da Consulenti del Lavoro e Commercialisti che quotidianamente ascoltiamo le aziende e tentiamo di guidarle verso le migliori scelte, non dico per portarle al successo ma solamente per sbarcare il lunario, non abbiamo più colpi in canna, non abbiamo più soluzioni da dare. Si badi, ho pieno rispetto per Lei ed il Suo staff ma a volte mi pare non si voglia veramente risolvere i problemi che affliggono i cittadini in questo difficile periodo. Spesso soluzioni semplici sarebbero più agevoli piuttosto che grandi proclami seguiti da procedure astruse, sconfortanti o escludenti.
Cosa deve pensare un amministratore di una piccola Società che per anni ha versato alla Gestione Separata INPS e chiede il bonus 600 euro e se lo vede negare perché il tipo di rapporto è escluso dalla normativa. Un amministratore che a fronte di decine di migliaia di euro versati, nel momento del bisogno, quando la Società è bloccata non può nemmeno chiedere un aiuto allo Stato per tirare a campare.
Cosa io devo rispondere ai lavoratori del Fondo dell’Artigianato (FSBA) quando mi chiedono perché oggi, 30 giugno in cui scrivo, non hanno ancora ricevuto gli ammortizzatori di aprile. Forse dovrei rispondere che il fondo regionale del Veneto non ha ancora ricevuto i finanziamenti dalle Casse centrali per circa 60 milioni di euro?
Forse dovrei rispondere a chi sta aspettando il pagamento del FIS o CIGO di maggio che dopo il Decreto Rilancio, è trascorso un mese per conoscere le modalità su come predisporre la domanda e che la stessa ha un tasso di complicazione che grava totalmente su aziende e professionisti così alto da creare il sospetto che tutto sia giocato sull’errore. Per di più si susseguono chiarimenti e specificazioni: la Circolare INPS di sabato scorsoche ho ricevuto all’ora di cena ne è esempio lampante! A tutto questo si aggiungono i termini anticipati per l’invio delle domande (proprio il 3 luglio!), le nostre notti insonni e lo stress che avrà forti conseguenze su coloro che fanno la mia professione. Noi Consulenti del Lavoro ormai iniziamo a riderci sopra, perché se vogliamo, la situazione ha del comico, Presidente. Ci sono ammortizzatori sociali che scadranno a metà luglio e un divieto di licenziamento prorogato fino al 17 agosto. Mi chiedo cosa faranno i lavoratori per un mese in qualche bar di periferia: per fortuna almeno è ripartito il Campionato e vedranno qualche partita in TV! Purtroppo il mio sentore è che molte aziende ricorreranno al licenziamento per cessazione totale dell’attività e non una riduzione di parte del personale. Le conseguenze saranno ben più nefaste ed a settembre i conti da fare saranno ben più complicati.
Caro Giuseppe, Lei mi piace, ci mette forza ed impegno, ma forse bisognerebbe ascoltare chi le pratiche poi le predispone, chi deve ogni Santo giorno confrontarsi con Decreti indecifrabili ma con problematiche concrete e quotidiane.
Non vorrei essere un’agenzia di viaggi del veneziano, che già era in difficoltà con l’acqua granda di fine 2019, poi è piombata nella crisi COVID e adesso è nella profonda disperazione nel comprendere l’incomprensibile Bonus vacanze.
La saluto Presidente, non solo da Consulente del Lavoro ma da padre di un bimbo di 3 anni, che non sa quando e come inizierà il primo anno di scuola materna. Sono positivo, sono sicuro che ce la faremo, ma questi ragazzi e queste famiglie sono il vero motore del Paese e questo clima di incertezza e di poche risposte spesso confuse, non è il giusto cammino per tornare ad una nuova e bella vita fuori dal COVID.
Perché sconfiggeremo il COVID, ne sono certo, ma non vorrei che come nel ’90 arrivasse il Maradona di turno, che tirando un rigore ci spedisse comunque dietro la Germania.

Gabriele Brunello, Presidente Unione Giovani Consulenti del Lavoro di Venezia

 

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