CONSULENTI DEL LAVORO: IL VENERDI’ NERO DELLE AZIENDE E DEI LAVORATORI VENETI

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Abbiamo atteso fino ad oggi le Linee Guida della Regione Veneto per presentare le domande di Cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle aziende Venete che non hanno i requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali nazionali e per i settori economici residuali. Mentre i Consulenti del lavoro hanno chiesto in tutte le sedi e in tutti i modi la semplificazione delle procedure per poter accedere velocemente alla Cassa Integrazione in deroga, i sindacati e le Associazioni datoriali Venete (eccetto Confprofessioni) hanno disatteso completamente anche quanto stabilito dall’art.22 del Decreto “Cura Italia” che esentava le piccole imprese fino a 5 dipendenti da alcuni adempimenti quali, ad esempio, la stipula dell’accordo sindacale. Oltre ad estendere l’obbligo della consultazione e dell’accordo sindacale a tutte le imprese Venete, non è stata messa in atto alcuna semplificazione della fase istruttoria, tranne la possibilità di esperirla via pec, email, e fax. Ci mancherebbe anche che dovessimo incontrarci in presenza visti i divieti in atto!

Normalmente quando si manifesta una crisi aziendale, la consultazione sindacale è prevista per legge per discutere e verificare lo stato di crisi, il periodo di durata e la fase di ripresa. Nel caso dell’emergenza Covid-19 la causale è chiara ed evidente e non necessita di alcun ulteriore approfondimento. L’accordo sindacale diventa, quindi, una mera formalità. Per la Regione Veneto però è reso obbligatorio con una lunga serie di dati, pena il mancato accoglimento dell’istanza.

Noi Consulenti del lavoro dobbiamo aggiungere che in questo periodo moltissime richieste di incontro e verbali sono già stati sottoscritti. Ora, dobbiamo rifare tutto? Come spieghiamo alle aziende e ai lavoratori queste lungaggini che portano inevitabilmente ad un allungamento anche dei tempi di erogazione delle indennità? E’ il momento della responsabilità, della solidarietà e della comprensione. Ognuno faccia la sua parte. Chiederemo con forza alla regione di intervenire per togliere tutto ciò che è pura burocrazia, nell’interesse dei lavoratori e delle aziende Venete.

 

La dotazione assegnata dal Decreto “Cura Italia” alla Regione Veneto è pari a Euro 99.059.120,00.

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