COMUNICATO STAMPA DEL 17/06/2020

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ANCORA INCERTEZZE SULLA LA CASSA INTEGRAZIONE DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO ATTUATIVO N. 52 DEL 16.06.2020

Dopo 3 mesi dal Decreto “Cura Italia” siamo ancora a parlare di ritardi, di intoppi burocratici e di “farraginosità del sistema degli ammortizzatori sociali”. Così si è espresso il Presidente Conte durante gli stati generali dell’economia.
La situazione sta peggiorando di giorno in giorno perché imprese, professionisti e lavoratori sono ben consapevoli che ora l’emergenza economica si sta delineando in tutta la sua drammaticità. Davanti ad oltre il 40% delle attività commerciali e turistiche che non aprono, a categorie di lavoratori che aspettano ancora i primi assegni di cassa integrazione, a famiglie sempre più in stato di bisogno, sembra il Governo e le innumerevoli task-force stiano vivendo una sorta di “trance” che impedisce loro di vedere lo stato reale del Paese.

Da tre mesi noi Consulenti del lavoro, a gran voce, abbiamo fatto proposte concrete per semplificare e snellire il sistema chiedendo un unico ammortizzatore COVID con un’unica procedura, sarebbero bastate 2/3 settimane per creare un nuovo software che potesse ricevere l’enorme flusso di domande, lavorarle velocemente da parte degli uffici Inps e, altrettanto velocemente, procedere ai pagamenti.

E invece oggi siamo davanti una situazione non ancora chiara.
Ieri è stato pubblicato l’atteso decreto di attuazione che chiarisce il dubbio sulle settimane di integrazione salariale fruibili fino al 30.09.2020. Quindi ora le aziende potranno utilizzare le 5 settimane e, esaurite quelle, le ulteriori 4, previo monitoraggio della spesa! Quindi il dubbio rimane qualora i fondi stanziati non fossero sufficienti, ci sarebbe un nuovo stop.

Manca invece il decreto e la circolare Inps che dovrebbero rendere operative le altre novità del Dl Rilancio quali: il trasferimento di competenza della Cassa integrazione in deroga dalle regioni all’Inps, con decorrenza 18/06 e le nuove modalità di erogazione del pagamento diretto dell’anticipo del 40% ai lavoratori
Alla nostra proposta (risalente ancora ai primi di aprile) di dare un acconto direttamente sul c/c dei lavoratori e conguagliarlo nei messi successivi in busta paga, il legislatore ha risposto con un meccanismo di cui possiamo solo “immaginare” il funzionamento: si presenta la domanda di cassa integrazione entro 15 giorni dall’inizio del periodo di riduzione o sospensione dell’attività, successivamente l’Inps, entro 15 giorni, invia al lavoratore un acconto del 40% del totale delle ore di cassa integrazione che verranno conguagliate nei mesi successivi.
E arriviamo a metà luglio, sperando che tutto funzioni!

La realtà è che la maggior parte delle aziende è senza ammortizzatore dai primi di maggio ed i lavoratori si ritrovano ancora scoperti per parte della retribuzione a causa della mancata o ridotta ripresa delle attività, anche per effetto dalle misure di adeguamento ai protocolli di sicurezza che limitano l’afflusso della clientela e dell’assenza del flusso turistico dall’estero. Purtroppo i prossimi mesi si presentano con molte incognite e tutto ciò non fa altro che deprimere quel minimo di iniziativa che coraggiosamente gli operatori economici hanno messo in campo.

Patrizia Gobat
Presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Venezia

Decreto Legge 16 giugno 2020 n. 52

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